Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) è una condizione psicologica invalidante che si sviluppa in seguito all’esposizione a un evento traumatico estremo, come un pericolo di vita, una violenza o un grave incidente.
Sintomi principali
Intrusione: Flashback, incubi ricorrenti e pensieri intrusivi che fanno rivivere il trauma.
Evitamento: Tendenza a rifuggire luoghi, persone, situazioni o pensieri che ricordano l’evento.
Alterazioni emotive: Umore negativo, senso di colpa, distacco emotivo e perdita di interesse per le attività.
Iperattivazione (Arousal): Stato di allerta costante, ipervigilanza, irritabilità e disturbi del sonno.
Per approfondire il quadro clinico e le definizioni ufficiali, puoi consultare la guida dettagliata sul Disturbo post-traumatico da stress dell’Istituto Superiore di Sanità.
Trattamento
Il disturbo viene diagnosticato da specialisti in base a criteri clinici ben definiti (come quelli del DSM-5) e può essere affrontato con efficacia.
Metodi di cura:
Psicoterapia: Spesso si ricorre alla terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma.
Terapia farmacologica: Nei casi più acuti o debilitanti, il medico può associare farmaci mirati come gli antidepressivi SSRI per attenuare l’ansia e l’angoscia.
IL PTSD NEI MIGRANTI E NEI RIFUGIATI
Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) è una condizione psichiatrica molto diffusa tra i migranti forzati e i rifugiati, causata dall’esposizione a traumi estremi prima, durante e dopo il viaggio migratorio.
Le cause del trauma
Fase pre-migratoria: guerre, persecuzioni, torture, violenze sessuali ed esposizione a pericoli di morte nel paese d’origine.
Fase migratoria: violenze lungo le rotte, naufragi, detenzioni arbitrarie e abusi nei paesi di transito.
Fase post-migratoria: difficoltà di inserimento, precarietà economica, insicurezza legale e problemi di accoglienza nel paese d’arrivo.
I sintomi principali
Riesperienza: flashback, incubi e ricordi intrusivi legati agli eventi traumatici.
Evitamento: isolamento e tentativo di rifuggire qualsiasi situazione o pensiero che ricordi il trauma.
Ipervigilanza: stati di forte ansia, irritabilità, alterazioni del sonno e reazioni di sussulto esagerate.
Somatizzazione: frequenti dolori fisici (come cefalee o problemi gastrointestinali) spesso privi di una causa organica evidente, che fungono da “segnale nascosto” del disagio psichico.
Per approfondire:
Disturbo post-traumatico da stress – Psichiatria – Manuali MSD Edizione Professionisti


Lascia un commento